Anna Tsing è un'antropologa, una femminista, una viaggiatrice e una visitatrice di mondi altri che proprio alla luce di questa curiosità verso l'inaspettato riesce a ribaltare una serie di preconcetti: quando ci imbattiamo in qualcosa che resta, come questi funghi, pensiamo a qualcosa che sopravvive e di precario che fa da scarto rispetto al resto. Qualcosa di bellissimo, ma appunto di deviato ed eccezionale, in una tacita acquiescenza rispetto all'idea della norma imposta dalla modernità. Ma se invece «i nostri tempi sono maturi per una sensibilità verso la precarietà?» Tsing definisce la precarietà come «la condizione in cui si è vulnerabili rispetto agli altri. Ogni incontro imprevedibile ci trasforma; non abbiamo il controllo, neanche di noi stessi». In questa frase così semplice e breve c'è un intero sistema di pensiero che si avvicenda a un altro: c'è l'idea di poter essere fragili e aperti senza essere sconfitti e spacciati; la fiducia nel fatto che la p...
Titolo: Culturalmente Tecnologia Saggio Scientifico Vive una tacita accettazione che esista un solo tipo di tecnica e tecnologia, nel senso che queste ultime sono ritenute antropologicamente universali e quindi universalmente transportabili/trasnazionali, poiché esse hanno le stesse funzioni attraverso le diverse culture (Martin Heidegger). L’antropologo Leroi-Gourhan fa una distinzione tra “fatti tecnici” e “tendenza tecnica” cercando quindi di fornire una spiegazione per le somiglianze e le differenze tra le invenzioni tecniche tra culture diverse. Vorrei immaginare come nel 2060 la tecnologia, fino ad oggi “tendenza tecnica”, diventi un “fatto tecnico”, cioè un futuro in cui le specificità culturali cominceranno ad imporsi sulla tecnologia. Cosi da variare la propria forma, la sua funzione,ecc.. poiché, quasi impossibile negare che, la tecnica possa essere intesa come estensione del corpo o esteriorizzazione della memoria. In questo modo sarà non più univ...
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